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Lampadine a basso consumo: come scegliere le migliori

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Le care vecchie lampadine a incandescenza, quelle con la piccola spirale in tungsteno all’interno del bulbo di vetro, hanno i mesi contati. Dal 1° settembre del 2012, infatti, le ultime rimaste in circolazione (con potenza da 25 a 40 watt) non potranno più essere prodotte. Queste lampade, le più energivore in assoluto, andranno così definitivamente in pensione, per la gioia dell’ambiente, dopo un percorso iniziato nel 2009 - con l’addio alle colleghe da 100 watt - che si concluderà del tutto nel settembre 2016, quando verranno bandite anche le alogene a bassa efficienza (che funzionano secondo il principio di quelle a incandescenza ma hanno una traccia di alogeno nella miscela gassosa del bulbo). Per destreggiarsi, allora, tra le possibili scelte che rimangono in campo, ponendo attenzione al risparmio ma anche alla qualità della luce, ecco qualche utile consiglio. Per avere la stessa luminosità di un modello a incandescenza da 40 W, per esempio, si può optare per una lampadina alogena ad alta efficienza da 28 W, per una lampada fluorescente compatta da 8 W ma anche per una lampada a Led da 8 W. Così facendo si pesa meno sul pianeta, sulla collettività e sul proprio portafoglio. Per intenderci: sostituire in casa tutte le lampadine a incandescenza con quelle a fluorescenza (neon) consente di ridurre i consumi quasi dell’80%. Certo il costo iniziale è più alto, ma in 3 anni viene completamente riassorbito, considerando inoltre come la durata di queste ultime sia circa 7 volte superiore. E per non fare confusione, è sempre utile saper leggere bene l'etichetta del prodotto in via d'acquisto. Nel caso delle lampadine, in particolare, è divisa in 2 parti: la prima descrive le classi di efficienza energetica (proprio come per gli elettrodomestici), la seconda indica il flusso luminoso (Lumen), la potenza (Watt) e la durata media nominale di vita (ore). Si aggiunge, infine, anche l’informazione sull’efficienza luminosa (Lumen/Watt) che è poi il parametro che definisce la classe energetica della lampadina e che consente la scelta di quella che consuma di meno. Per quanto riguarda la qualità della luce, invece, sono 2 gli elementi chiave: la temperatura di colore (K), cioè la tonalità della luce delle lampadine (bianco caldo, neutro o freddo) e l’indice di resa cromatica (Ra o Irc), cioè il grado in cui i colori, percepiti con l’illuminazione artificiale, si avvicinano a quelli reali. L’indice è compreso tra 0 e 100, più è elevato il numero, maggiore è la possibilità di apprezzare le sfumature di colore.

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